Start up innovative e l’incubatore di start up innovative, disciplina giuridica

Il nuovo quadro giuridico  per giovani e imprenditori innovativi

Il nuovo quadro giuridico per giovani e imprenditori innovativi

DISCIPLINA GIURIDICA DELLE START UP INNOVATIVE

Il decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179 recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese“, convertito con modifiche dalla legge 17 dicembre 2012 n. 221, ha introdotto nel panorama legislativo italiano un quadro di riferimento organico per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese innovative (start-up).

La normativa è stata successivamente modificata dal decreto legge n. 76/2013 in vigore dal 28 giugno 2013.

L’INCUBATORE DI START UP INNOVATIVE

Il legislatore ha, così, previsto l’introduzione nel nostro ordinamento giuridico di un quadro normativo finalizzato alla nascita ed alla crescita di nuove imprese innovative (c.d. start-up innovativa) con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di una nuova cultura imprenditoriale, creare un contesto maggiormente favorevole all’innovazione, promuovere maggiore mobilità sociale, attrarre talenti in Italia e capitali dall’estero. Per la prima volta nell’ordinamento italiano vengono introdotti la definizione e gli specifici requisiti della start-up innovativa e dell’incubatore di start-up innovative certificato.

L’art. 25 del decreto legge 179/2012, al primo comma, definisce la start-up innovativa come una “…società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano oppure Societas Europea, le cui azioni o quote non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione. Vi rientrano, pertanto, sia le srl (compresa la nuova forma di srl semplificata o a capitale ridotto), sia le s.p.a., le s.a.p.a., sia le società cooperative. Il secondo comma dell’art. 25 prevede una serie di requisiti formali e sostanziali al fine di poter qualificare un’impresa come start-up innovativa.

Sotto il profilo formale, l’impresa “start-up innovativa” deve assumere la forma di società di capitali (società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata anche nella forma di s.r.l. semplificata s.r.l. a capitale ridotto) o di società cooperativa di diritto italiano ovvero di società europea residente in Italia ai sensi dell’art. 73 del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, a condizione che le azioni o le quote rappresentative del capitale sociale non siano quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione.

REQUISITI COSTITUTIVI DELLE START UP INNOVATIVE

Sotto un punto di vista sostanziale è, inoltre, necessario che:

  1. la maggioranza delle azioni o delle quote rappresentative del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria dei soci sia detenuta da persone fisiche al momento della costituzione e per i successivi 24 mesi;
  2. la società sia costituita e svolga attività d’impresa da non più di 48 mesi;
  3. la società abbia la sede principale dei propri affari ed interessi in Italia;
  4. il totale del valore della produzione annua della società, a partire dal secondo anno, non risulti superiore a 5 milioni di euro;
  5. la società non distribuisca o abbia distribuito utili;
  6. la società abbia quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  7. la società non venga costituita da una fusione, scissione societaria od a seguito di cessione d’azienda o di ramo d’azienda.

Inoltre, la start-up innovativa deve possedere almeno uno dei seguenti requisiti:

  1. le spese in ricerca e sviluppo sostenute dalla società devono essere uguali o superiori al 20% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione;
  2. la società deve impiegare come dipendenti o collaboratori, in percentuale uguale o superiore ad 1/3 della propria forza lavoro, personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca ovvero in possesso di laurea, che abbia svolto un’attività di ricerca certificata presso istituti di credito da almeno 3 anni;
  3. la società deve essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o ad una nuova varietà vegetale direttamente afferenti all’oggetto sociale ed all’attività d’impresa.

Per poter essere considerate start-up innovative, le società già costituite alla data di entrata in vigore della legge di conversione debbono depositare presso l’Ufficio del Registro delle Imprese di cui all’art. 2188 c.c., una dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale dell’impresa tramite pertanto autocertificazione attestante il possesso dei requisiti previsti dall’art. 25, secondo comma, 179/2012.

LA FIGURA IMPRENDITORIALE DELL’INCUBATORE DI START UP INNOVATIVE

Il legislatore ha previsto, accanto alla start-up innovativa, anche un’ulteriore figura imprenditoriale denominata incubatore di start-up innovative certificato, qualificato come una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano o di una Societas Europaea, residente in Italia, che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di start-up innovative, che sia in possesso dei seguenti requisiti:

1) deve disporre di strutture, anche immobiliari, adeguate ad accogliere le start-up innovative, quali spazi riservati per poter installare attrezzature, test, verifica o ricerca;
2) deve disporre di attrezzature adeguate all’attività delle start-up innovative, quali sistemi di accesso a banda ultralarga alla rete internet, sale riunioni, macchinari per test, prove o prototipi;
3) deve essere amministrato o diretto da persone di riconosciuta competenza in materia di impresa e innovazione;
4) deve avere a disposizione una struttura tecnica e di consulenza manageriale permanente;
5) deve avere a disposizione regolari rapporti di collaborazione con università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari che svolgono attività e progetti collegati a start-up innovative;
6) deve essere in possesso di un’adeguata e comprovata esperienza nell’attività di sostegno a start-up innovative.
Il possesso di tali requisiti deve essere autocertificato dall’incubatore di start-up innovative mediante dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante al momento dell’iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese sulla base di indicatori e valori minimi che saranno definiti con decreto dal Ministero della sviluppo economico.

La start-up innovativa e l’incubatore certificato dal momento della loro iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese, sono esonerati dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese, nonché dal pagamento del diritto annuale. L’esenzione è dipendente dal mantenimento dei requisiti previsti dalla legge per l’acquisizione della qualifica di start-up innovativa e di incubatore certificato e dura comunque non oltre il quarto anno di iscrizione.

Viene introdotto un regime fiscale e contributivo di favore per i piani di incentivazione basati sull’assegnazione di azioni, quote o titoli similari ad amministratori, dipendenti, collaboratori e fornitori delle imprese start-up innovative e degli incubatori certificati. Il reddito derivante dall’attribuzione di questi strumenti finanziari o diritti non concorrerà alla formazione della base imponibile, sia a fini fiscali che contributivi. In questo modo, viene facilitata la partecipazione diretta al rischio di impresa, ad esempio attraverso l’assegnazione di stock options al personale dipendente o ai collaboratori di un’impresa start-up.

Per rafforzare la crescita e la propensione all’investimento in imprese start-up innovative, è fondamentale cercare di creare un clima favorevole al loro sviluppo aumentando la loro capacità di attrazione dei capitali privati, anche grazie alla leva fiscale. Si è stabilito pertanto che per gli anni 2013, 2014 e 2015 è consentito alle persone fisiche e giuridiche rispettivamente di detrarre o dedurre dal proprio reddito imponibile una parte delle somme investite in imprese start-up innovative, sia direttamente che attraverso fondi specializzati.

Viene introdotta un’apposita disciplina per la raccolta di capitale di rischio da parte delle imprese start-up innovative attraverso portali online, avviando una modalità innovativa di raccolta diffusa di capitale (crowdfunding).

Per quanto riguarda l’accesso al credito, le start-up potranno usufruire gratis e in modo semplificato del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, anche mediante la previsione di condizioni di favore in termini di copertura e di importo massimo garantito.

Vengono incluse anche le imprese start-up innovative operanti in Italia tra quelle beneficiarie dei servizi messi a disposizione dall’Agenzia ICE per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e dal Desk Italia: assistenza in materia normativa, societaria, fiscale, immobiliare, contrattualistica e creditizia, eventuale ospitalità a titolo gratuito alle principali fiere e manifestazioni internazionali e attività volta a favorire l’incontro delle start-up innovative con investitori potenziali per le fasi di early stage capital e di capitale di espansione.

L’intervento disciplina il fenomeno della crisi aziendale delle start-up innovative, tenendo conto dell’elevato rischio economico assunto da chi decide di fare impresa investendo in attività ad alto livello d’innovazione. Dato l’elevato tasso di mortalità fisiologica delle start-up si vuole indurre l’imprenditore a prendere atto il prima possibile del fallimento del programma posto a base dell’iniziativa. La scelta è quella di sottrarre le start-up alle procedure concorsuali vigenti, prevedendo il loro assoggettamento, in via esclusiva, alla disciplina della gestione della crisi da sovra-indebitamento, applicabile ai soggetti non fallibili che non prevede la perdita di capacità dell’imprenditore ma la mera segregazione del patrimonio destinato alla soddisfazione dei creditori.

Per facilitare l’avvio di start-up si prevede che, una volta decorsi dodici mesi dall’iscrizione nel Registro delle imprese del decreto di apertura della procedura liquidatoria, i dati relativi ai relativi soci non siano più accessibili al pubblico ma esclusivamente all’autorità giudiziaria e alle autorità di vigilanza.

Share

Condividi questo articolo

Articoli Correlati

Leave a Reply

© 2017 Mario Massarotti – Blog. All rights reserved. Site Admin · Entries RSS · Comments RSS
Powered by WordPress · Designed by Theme Junkie