Il pre lancio commerciale del prodotto, la guida definitiva in 5 passi

pre-lancio-prodottoIl consumo è l’unico fine e scopo di ogni produzione; e l’interesse del produttore dovrebbe essere considerato solo nella misura in cui esso può essere necessario a promuovere l’interesse del consumatore
Adam Smith

Riportiamo qui l’interessante opinione di Manish Dudharejia, co-fondatore di due aziende on line, E2M Solutions, agenzia di marketing digitale e OnlyDesign agenzia di comunicazione digitale, entrambe indiane. Da più di sei anni lavora per l’attuazione di strategie per l’internet marketing e aiuta le startup tecnologiche a migliorare il proprio prodotto e allargare il pubblico dei loro clienti.

Secondo Dudharejia la buona riuscita di un prodotto ha bisogno del pubblico prima ancora del suo lancio e potrebbe perfino non essere sufficiente che la sua notorietà passi sotto i riflettori dei blog e dei social media.

Quindi le fasi attraverso cui far passare il pre lancio del prodotto e quindi la formazione di un folto pubblico di riferimento sono:

1. Fate parlare di voi

Per raggiungere il numero più alto possibile di potenziali fruitori del vostro prodotto, si ha bisogno di una copertura stampa, ovvero media partner che ne parlino il più possibile. La diffusione della notizia potrebbe essere molto più capillare rispetto all’utilizzo di un semplice comunicato stampa… come? Semplice, attraverso una prova gratuita del prodotto. Se rimandi il pagamento e offri la possibilità di testare la qualità della merce, il nome di quest’ultima dilagherà in modo molto più virale ed efficace.

Freckle (in italiano “lentiggine”) è un sistema di monitoraggio del tempo occorrente perché i progetti aziendali diventino risultati economici con pochi costi. EveryTimeZone è uno strumento che indica in modo molto semplice che ora è in ogni parte del mondo. Sono due dei tantissimi servizi on line che diventano ogni giorno più conosciuti (e acquistati) grazie alla gratuità dell’offerta iniziale. Questa politica di pre lancio colpisce l’attenzione dei mass media, che conoscono meglio il prodotto e sanno descriverlo in maniera più dettagliata. Fai in modo che valga la pena parlare di voi e del vostro prodotto. Il pubblico ama gli strumenti gratuiti e gli editori amano rendere il pubblico felice e consapevole.

2. Create effetti speciali

Se l’offerta gratuita ti sembra una perdita di risorse preziose, allora puoi ricorrere al vecchio stile della trovata pubblicitaria. L’obiettivo è assicurarsi che ciò che state progettando a livello di comunicazione rappresenti una notizia degna di nota in un giornale o in una rivista. Tim Ferris è il nome al quale è legato il successo di questo tipo di strategia. Egli è autore, imprenditore, angel investor e public speaker americano. Uno dei suoi libri di maggior successo sui temi della crescita personale è: “4 ore alla settimana”. Per spiegare i benefici dell’outsourcing per l’efficienza personale e come costruire una vita sentimentale appagante, Tim Ferris offre video e programmi gratuiti al pubblico, che riscuotono un buon successo e vengono rapidamente viralizzati in rete mediante YouTube e i media.

Ricorda, il giornalismo punta ad una storia da raccontare e la migliore presenta elementi di sorpresa, umorismo e intrigo. Devi in ogni caso evitare di apparire come un circo!

Hipmunk è un portale on line utile per pianificare il tuo viaggio. Lo scorso hanno ha orchestrato una bravata che gli è valsa la copertura mediatica in Fast Company e CBS News. Ha aggiunto una funzione di “dispetto” alla propria lista di strumenti, che permette agli utenti di ordinare i risultati a partire dal più “doloroso”, presumibilmente per inviare il capo a vivere l’esperienza sgradevole di un viaggio!

3. Giusto tempismo

Il tempismo è un fattore chiave per la necessaria copertura stampa. Occorre evitare di partire troppo presto o troppo tardi. Il social network Google Plus è il perfetto esempio di un lancio avvenuto tardivamente, che non ha prodotto i risultati attesi. Nel suo primo mese la crescita di Google+ è stata la più rapida che la storia dei social network abbia mai registrato. Si trattava della versione beta e le adesioni avvenivano su invito privato. Google stava cercando di replicare l’esclusività che aveva guadagnato Facebook, l’unico problema è che ha atteso ben tre mesi per il lancio ufficiale, quando però le persone ormai avevano perso il loro interesse! Entro 8 mesi dal lancio pubblico, Google+ è stata dichiarata una “città fantasma”. Per ottenere i migliori risultati è necessario invece avviare il prodotto quando funziona ed è al massimo regime di viralità.

4. Catturare l’audience

L’attenzione e la pubblicità che avete prodotto non servono a nulla se non convertite le impression in abbonamenti. Benché i social media esercitino un ruolo rilevante nell’intensificare l’effetto delle campagne pubblicitarie, la posta elettronica resta lo strumento più efficace per convertire i contatti in sottoscrizioni. E’ bene avere un seguito social, ma è meglio gestire le impression su una piattaforma che non sia controllata algoritmicamente, come Facebook ad esempio. Internet è stata sempre social, anche prima del 2.0 e l’attrazione di pubblico ruota intorno a dinamiche e scambi ignoti agli studi ufficiali e che risulta molto interessante fotografare.

Alexis Madrigal, caporedattore tecnologico per The Atlantic, ci propone una interessante analisi: il 56,5% del traffico del suo sito arriva tramite contatti diretti quindi dal passaparola. Compiendo la stessa analisi su altri siti è venuto fuori che il 69% dei riferimenti social sono “oscuri”. La fonte di Facebook è arrivata seconda con il 20% e Twitter non ha raggiunto il 10%. In altre parole la componente principale della viralizzazione è rappresentata da un traffico “non etichettabile” ma ugualmente interessante: per esempio link copincollati negli instant messenger o inviati tramite email, newsletter o grazie ad applicativi mobile.

Mint è uno degli esempi meglio riusciti di come sia possibile creare un pubblico di 20.000 abbonati per email. Hanno seguito la strada della sponsorizzazione su piccoli blog, la pubblicità e soprattutto testando la loro landing page.

Il consiglio più importante da raccogliere sulla strutturazione della “pagina di atterraggio” è che occorre strutturarla progettualmente allo stesso modo in cui lo si farebbe con un software. Occorre poi testarla in continuazione per analizzare in che modo attrae maggiormente pubblico e se è il caso di cambiarne il messaggio, magari rendendolo più diretto, questo sia prima che durante la campagna massiva.

Bisogna essere bravi anche a percepire o intercettare i timori e le perplessità dei potenziali clienti nell‘investire il proprio denaro, riuscendo anche ad anticiparli prima che ne restino limitati.

5. Essere friendly

Infine, è lecito auspicare che sia semplice per blogger e stampa parlare di te. La tua comunicazione deve essere degna di nota e per gli specialisti deve valere la pena parlare dei vostri prodotti gratuiti. Per questo ai giornalisti la ricerca di tutte le informazioni e i dettagli sul prodotto non deve risultare ardua.

Occorerà allestire una pagina dedicata, che normalmente contiene testi e materiale multimediale ad uso e consumo dei media. Uno dei validi esempi a cui riferirsi è la pagina press & media del sito Lockitron, un dispositivo che comanda a distanza la chiusura della porta di casa.

All’interno della pagina si trovano immagini ad alta risoluzione, codici di filmati youtube da incorporare, link esterni e un contatto email. La presenza di questo strumento potrebbe essere un fattore decisivo che ci sottrae un bel po’ di preoccupazioni su come assistere efficacemente i media che hanno bisogno di reperire le informazioni che contano.

La pagina stampa deve essere facile da trovare, sia nella barra di navigazione che a piè di pagina. Si consiglia inoltre di includere collegamenti ai tuoi comunicati stampa e qualsiasi copertura mediatica degna di nota. Se ritieni che le storie personali sono importanti per il tuo marchio, assicurati di procurare qualche biografia a riguardo.

La chiave di volta per il successo mediatico è quella di pensare come un giornalista. Bisogna porsi delle domande obiettive e cioè cosa programmare per scrivere un articolo sullo sviluppo del prodotto? Quale sarebbe il gancio o la storia da raccontare? Normalmente la storia personale di ognuno attrae più attenzione e ottiene maggiore copertura.

Le tue migliori possibilità di successo sono legate al pre lancio del prodotto. La sua risonanza mediatica dipende quindi dall’offerta gratuita iniziale oppure da una trovata creativa che lo rende curioso e appetibile. In questa maniera crei rumore e fondi una schiera di simpatizzanti che saranno disposti a pagare successivamente e ad innescare il passaparola, quando il prodotto sarà lanciato. Infine tieni sempre a mente le logiche che governano la risonanza mediatica e fai in modo che sia facile scrivere e parlare di te.

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Giornalista, esperto in comunicazione, formatore HR - fondatore ed editore di yourenterprise.net

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