Nuove start up: il caso “spaziale” della D-Orbit

D-Orbit è un progetto italiano che risolve un grande problema: i “rifiuti spaziali”

Se avete un’età che non supera i 35 anni, conoscete la lingua inglese e avete un titolo di studio universitario preferibilmente a indirizzo scientifico e tecnologico, con il programma “Fullbright Best”, promosso dall’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, avrete la preziosa possibilità di frequentare corsi di formazione imprenditoriale presso università statunitensi.

Il percorso di formazione prevede anche un periodo di tirocinio (academic training) presso un’azienda negli Stati Uniti, per acquisire le capacità necessarie per lanciare e gestire una propria start-up.

Grazie a questa iniziativa, un anonimo ingegnere italiano, Luca Rossettini, è riuscito a realizzare l’obiettivo di portare innovazione, occupazione e sviluppo in Italia con il suo caso aziendale di successo.

Dopo la laurea in ingegneria non aveva la più pallida idea di come applicare nella realtà i suoi studi e tantomeno di come far nascere e si gestisse un’azienda, ma possedeva un’idea. Luca non è solo appassionato di “propulsione aerospaziale” ma intende perseguire obiettivi sulla base di un valore importante: la sostenibilità. Così ha progettato un dispositivo intelligente il cui utilizzo in ambito aerospaziale fosse utile a ridurre l’accumulo di rifiuti nello spazio per effetto della rottura o della collisione dei satelliti.

E così è nato “D-Orbit” che dunque si applica al satellite, riesce a spingerlo sulla rotta giusta e lo indirizza verso il rientro oppure, in caso di guasto, ad evitare le collissioni: in sintesi deorbita il satellite e lo pilota verso una traiettoria sicura e controllata, per evitare che i rottami spaziali rimangano nello spazio.

D-Orbit grazie al programma Fullbright Best approda in California, nella Silicon Valley, dove Luca e altri due partner arricchiscono le proprie competenze grazie ai corsi dedicati al “business planning e development”. Con un business plan efficace in mano riescono poi a vincere nella “Business plan competition” della Rice University.

Tornato in Italia, il team fonda ufficialmente a marzo 2011 la società D-Orbit grazie al supporto di un investimento seed da parte di un venture capital tutto italiano, con l’obiettivo di creare e testare il primo prototipo dello “spazzino spaziale”.

I consigli che i fondatori di D-Orbit forniscono agli startupper sono:

1) Focalizzare l’attenzione sul problema che l’idea risolve;;

2) Analizzare il Mercato: se vi rendete conto che vi sono grossi potenziali clienti la vostra idea può essere vincente;

3) Appropriarsi delle conoscenze indispensabili su come gestire un’azienda e servirsi di partner che condividono la stessa idea;

4) Sfruttare opportunità e programmi di formazione e incubazione come Fulbright-Best, MindtheBridge, Startup Initiative, che sono tutti italiani.

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Giornalista, esperto in comunicazione, formatore HR - fondatore ed editore di yourenterprise.net

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