Le fasi del pensiero creativo, stimolare nuove idee e soluzioni

La comprensione delle fasi creative ci consente di controllare meglio il processo per arrivare alla miglior produttività possibile

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Sin dalla tenera età a scuola ci hanno portati a sviluppare l’emisfero sinistro del cervello, quello logico, attraverso il quale abbiamo appreso il linguaggio, ci orientiamo verso gli obiettivi e siamo impazienti di concludere ciò che ci proponiamo.

L’emisfero sinistro assegna nomi agli oggetti, alle emozioni o alle persone. Grazie ad esso creiamo analogie, notiamo differenze, riproduciamo suoni e disegni, riflettiamo su cosa è conveniente e su cosa meno.

L’emisfero destro è piuttosto visivo e vede più in profondità dell’emisfero sinistro, cosicché riusciamo a comprendere meglio qualcosa e a rappresentarlo, è il caso di un pittore che per esempio viene chiamato a disegnare un ritratto. Chi ha una maggiore dotazione in termini di emisfero sinistro difficilmente riprodurrà un viso espressivo, fedele all’originale e ricco di sfumature.

Ciò che spesso si pensa è che certe abilità o ce l’hai o non ce l’hai, eppure l’esperienza insegna che con la formazione è possibile perfezionare determinate abilità che molto semplicemente sono state represse da piccoli. Si tratta solo di risvegliarle da questo lungo sonno. E’ una questione di consapevolezza e di sviluppo della capacità creativa.

Vediamo quali sono le fasi “prevedibili” del pensiero creativo, in maniera tale che possiate trarne le vostre conclusioni per avvicinarvi al concetto e perfezionare o recuperare capacità che vi piacerebbe sperimentare e applicare: pittura, musica, scrittura, artigianato, managerialità ecc.

Ognuna delle fasi ha una denominazione che va spiegata nei termini che seguono:

1. Saturazione: una volta che abbiamo definito la sfida creativa, ad esempio disegnare un personaggio, la fase seguente rientra nelle attività dell’emisfero sinistro, razionale. Ogni svolta creativa poggia inevitabilmente “sulle spalle” di ciò che è venuto prima. Per un pittore potrebbe significare studiare i maestri, per un giornalista si tratta di leggere ampiamente e profondamente, e poi selezionare, valutare, organizzare, delineare e assegnare priorità.

2. Incubazione: la seconda fase della creatività consiste dal “fuggire via” da un problema, che l’emisfero sinistro sembra non poter risolvere. Si tratta di stimolare l'”incubazione” delle informazioni e ciò avviene molto spesso per via inconscia. Un buon esercizio fisico può essere molto utile per accedere più facilmente all’emisfero destro e trarre idee e soluzioni nuove.

3.  Illuminazione: momenti di spontaneità, illuminazione e intuizione caratterizzano la terza fase della creatività. Dove siete quando ideate qualcosa di interessante? Non certo seduti alla scrivania a ripetere gli stessi gesti di sempre. Di solito accade in momenti spensierati, in cui non avete grosse preoccupazioni, meglio se a riposo.

4. Verifica: nella fase finale della creatività l’emisfero sinistro riafferma la sua posizione dominante. Si testa la vostra svolta creativa e la si declina nella pratica. Il pittore raffigura emozioni su una tela, lo scrittore trasferisce immagini su un foglio, lo scenziato attua sperimentazioni in laboratorio.

Perché è importante conoscere le fasi del pensiero creativo? Semplice, le tappe si svolgono in sequenza, quindi è utile capire in quali di esse vi trovate per arrivare al traguardo finale.

In definitiva, alti livelli di creatività sono propri di quelle persone che coinvolgono l’intero cervello, spostando in modo flessibile e intenzionalmente informazioni tra l’emisfero destro e quello sinistro. Infine occorre disciplina, attività e lavoro duro ma anche riposo e un sano, produttivo lasciarsi andare, per liberare ulteriori energie nascoste.

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Giornalista, esperto in comunicazione, formatore HR - fondatore ed editore di yourenterprise.net

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