Empatìa, creare sintonia con gli altri per il successo nel lavoro

L’empatia è entrare nel mondo dell’altro senza preconcetti ed emotività eccessiva

Nel vostro lavoro avete quotidianamente bisogno di entrare in contatto con delle persone, siano esse colleghi, collaboratori, fornitori o clienti… Perché è così importante un rapporto produttivo? Semplice, per la qualità e la quantità dei risultati.

Se non capite un collega, non stupitevi se poi si innescano malumori e conflitti; se non interpretate i bisogni dei clienti, non lamentatevi se non sviluppate affari come desiderereste. Lo stesso vale per ogni altro legame comunicativo: con i propri consulenti, con i propri cari, nei nuovi incontri e così via.

Il principio base che occorre comprendere prima di tutti gli altri è che ognuno di noi ha un “mondo” interiore, personale e distinto, che per quanto sia simile agli altri conserva una propria mutabilità e sensibilità strettamente legate alla storia personale, che in definitiva costituisce carattere e personalità attuali.

La mutabilità ci porta a cambiare opinioni e certezze mentre la sensibilità è ciò che costituisce il sentimento più antico dell’essere umano: la paura.

Rispettare e saper gestire questo nostro modo di essere corrisponde alla consapevolezza che gli altri sono come noi e che presentano le medesime caratteristche. Quindi, così come pretendiamo che gli altri ci rispettino e sappiano comportarsi nel modo migliore, allo stesso modo, dal canto nostro, non dobbiamo violare questo loro diritto.

E qui che nasce il concetto di empatìa che in estrema sintesi significa: “entrare nel mondo dell’altro senza giudizi e preconcetti“. Non è sufficiente ribadire che siamo empatici quando sappiamo ascoltare l’altro senza giudicarlo, è altrettanto importante comprendergli il suo lato riservato. Infatti, ognuno di noi non manifesta tutti i propri sentimenti spesso per il timore di essere giudicato.

Che fare allora? Comportarsi come se non giudichiamo sapendo trasmettere la sensazione che noi per primi siamo soggetti che abbiamo bisogno di allacciare rapporti di reciproco sostegno. Nella storia dell’umanità non esiste nessuna evoluzione senza cooperazione, quindi è giusto e opportuno che mettiamo da parte l’individualismo e l’orgoglio in nome dell’espressione del nostro lato più umano e naturale. Noi stessi saremo nella condizione di aprirci e coloro che ci sono accanto faranno lo stesso con noi in uno scambio vicendevole.

Compreso questo semplice concetto, elencheremo di seguito gli errori da non commettere e che sono tipici di chi non è affatto empatico. C’è una scuola di pensiero che ricollega tale capacità al nostro DNA. Noi siamo fiduciosi che la sua definizione è già di per sé sufficiente a cambiare il nostro atteggiamento e il cambiamento positivo del nostro comportamento ha dei punti di riferimento strategici secondo i punti che seguono.

  1. Un amico/conoscente/collega ha il coraggio di manifestarci un dolore personale o un problema.
    Errore: pensare di essergli utile manifestandogli i consueti sentimenti di: pena, stupore, tristezza ecc.
  2. Un cliente ha delle esigenze che dovete soddisfare.
    Errore: lasciarlo parlare poco oppure non indagare adeguatamente sulle necessità nascoste che magari il cliente non sa vedere.
  3. Un dipendente o un collaboratore non ha seguito le vostre istruzioni, non rispetta scadenze, non garantisce risultati ecc.
    Errore: affrontare la questione con delusione e rabbia pensando che sono sempre gli altri ad essere incapaci e inadeguati.
  4. Avete appena comunicato direttive, programmi e piani il cui svolgimento prevede il coinvolgimento degli altri.
    Errore: essere assolutamente certi che tutti abbiano compreso e che nessun dettaglio sia sfuggito, sia a noi che a loro.
  5. Un familiare/collaboratore/amico/conoscente vi rende noto un problema che ha colpito proprio lui e che non riesce a risolvere.
    Errore: confortarsi del fatto che il problema è affare suo e pensare di essergli utili con semplici spicciole frasi di circostanza.
  6. C’è da discutere su un’idea o un programma per la vostra attività che potrebbe produrre risultati nel medio/lungo periodo.
    Errore: difendere il diritto di esserne i soli promotori e proprietari, non condividerlo con gli altri ritenendoli inadeguati e impreparati.
  7. Avete delle paure o delle questioni la cui risoluzione dipende dalla capacità degli altri di comprenderle.
    Errore: convincersi del fatto che gli altri capiranno sicuramente oppure che è inutile sprecare tempo e fiato.
  8. Siete circondati da persone che vi dimostrano di stare bene e di non aver bisogno di nulla.
    Errore: essere fiduciosi dell’atmosfera di tranquillità e ritenere superfluo l’interessamento a comprendere la situazione più a fondo.
  9. Nella vita e nel lavoro conoscete dinamiche e variabili relazionali con le persone.
    Errore: perché aggiungere conoscenza al modo esatto di trattare con gli altri? Siamo già ferrati…
  10. Una persona vi chiede un favore.
    Errore: gli promettete di avere la soluzione in mano oppure che gli andrete sicuramente incontro. Ma poi non avviene nulla di tutto ciò.

L’elenco non ha alcuna pretesa di esaustività ma vi serve come orientamento. Per concludere, le parole o le frasi chiave per comprendere il corretto significato di empatìa per rendere proficui i rapporti interpersonali e non incappare negli errori sopra citati sono:

COMPRENSIONE, ASCOLTO, IMMEDESIMAZIONE, RISPETTO, SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO, ANNULLAMENTO DEI PRECONCETTI, ELIMINAZIONE DELL'”IO”, UMANITA’, UMILTA’, VICINANZA, PRAGMATISMO, SOSTEGNO, RESPONSABILITA’, CAUSATIVITA’, ATTENZIONE, INTERROGAZIONE, DOMANDE, COSCIENZA, CONSAPEVOLEZZA, RELAZIONE, ESSERE UN PUNTO DI RIFERIMENTO VALIDO, CORRETTEZZA, EDUCAZIONE, GARBO, DELICATEZZA, AMORE INCONDIZIONATO, AFFETTO, AMICIZIA, FRATELLANZA, IMPARZIALITA’, DISTACCO, RAZIONALITA’ E LOGICA, EMOTIVITA’ DOSATA, FORZA, DETERMINAZIONE, SENSO DELL’HUMOR, IRONIA, SDRAMMATIZZAZIONE IN NOME DELL’AZIONE, CREATIVITA’ NELL’INDIVIDUAZIONE DELLA SOLUZIONE, ORIENTAMENTO AL RISULTATO, PARTECIPAZIONE, CONDIVISIONE.

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Giornalista, esperto in comunicazione, formatore HR - fondatore ed editore di yourenterprise.net

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