I dieci miti sul pensiero creativo che vi hanno sempre limitato

creatività-innovazione

Il mondo, il nostro mondo, esiste dalla notte dei tempi, ma ogni giorno noi dobbiamo crearlo di nuovo. Se noi non camminassimo sulla terra, essa non esisterebbe.
Breyten Breytenbach (scrittore)

La maggior parte delle persone è convinta che la creatività è ispirata divinamente, è imprevedibile oppure concessa a pochi fortunati. Ci sono diversi miti popolari sulla creatività aziendale eppure nessuno di essi è sorretto da prove scientifiche. David Burkus con le sue nuove ricerche che confluiscono nella pubblicazione: “I miti della creatività”, aiuta a comprendere cosa c’è dietro le forze e i processi che guidano l’innovazione.

Nel suo lavoro Burkus sostiene una tesi che pochissimi di noi potrebbero contrastare e cioè che, intanto, grazie ad un’adeguata formazione chiunque, anche chi ha una mentalità radicata, può avviarsi sulla strada delle idee creative e dell’innovazione di progetti, processi e programmi.

Il primo grande passo è quello di non limitare il vostro pensiero e per spiegare esattamente cosa ciò significa, occorre annullare i seguenti dieci miti sul pensiero creativo:

  1. Eureka. Le nuove idee a volte sembrano un lampo d’intuizione. In realtà sono già incubate a livello subconscio in attesa di trasformarsi in innovazione. Esse, secondo le recenti ricerche, sono il risultato culminante della prima fatica che impiegate per risolvere un problema.
  2. Genetica. Molti di noi credono che la capacità creativa è una caratteristica del proprio patrimonio ereditario. In realtà le prove dimostrano il contrario, non esiste nessuna “razza creativa” ma l’uomo ha “creatività di razza”. Semmai le persone che hanno maggiore fiducia in se stessi e che lavorano più duramente di altri su un problema, aumentano le probabilità di trovare una soluzione creativa efficace.
  3. Originalità. C’è un vecchissimo mito sulla “proprietà intellettuale”, la legge che l’idea è solo di colui che l’ha pensata. La storia e la ricerca empirica dimostrano invece che le nuove idee sono in realtà combinazioni di novità già note e che la condivisione di queste genera altra innovazione.
  4. Expert. Molte aziende si affidano ad un tecnico esperto o ad un team per generare un flusso di idee creative, soprattutto per il trattamento di questioni complesse. La ricerca invece suggerisce che i problemi particolarmente difficili richiedono più semplicemente la prospettiva di un estraneo o qualcuno non limitato dalla conoscenza del motivo per cui una certa azione non può essere svolta.
  5. Incentivo. Per Burkus i grandi incentivi, monetari o di altro tipo, utilizzati per aumentare la motivazione e, quindi, la produttività e l’innovazione, in realtà hanno dei demeriti e cioè quelli di condurre le persone ad “ingannare il sistema” per trarre ulteriori vantaggi.
  6. Il singolo creatore. Di solito attribuiamo opere e invenzioni innovative ad una persona sola, ignorando il lavoro di sostegno e gli sforzi preliminari di collaborazione di cui si è avvantaggiato. La creatività è spesso un lavoro di squadra e nel team sta il segreto della potenza di un leader.
  7. Brainstorming. Molti consulenti predicano oggi il concetto di brainstorming o l’utilità delle discussioni spontanee a livello di gruppo di lavoro. Eppure non vi sono prove scientifiche e statistiche sul grado di efficacia della “tempesta di cervelli” nella scoperta di idee innovative.
  8. Coesione. I credenti di questo mito vogliono che tutti vadano d’accordo e che lavorino felicemente insieme per promuovere delle innovazioni. Ecco perché, secondo Burkus, conosciamo tante aziende “demenziali”, dove i dipendenti giocano a biliardino e consumano pasti gratis insieme. In realtà molte delle aziende più creative hanno strutturato il dissenso e il conflitto per innescare un interessante processo di creatività dei propri lavoratori.
  9. Vincolo. Un’altra idea popolare è che i vincoli ostacolano la nostra creatività. La ricerca dimostra tuttavia che la creatività ama i vincoli. Forse le aziende dovrebbero proprio applicare limiti per sfruttare il potenziale creativo delle persone al loro interno.
  10. Trappola per topi. Una volta che abbiamo una nuova idea il lavoro è terminato? Certo che no. Nessuno troverà la nostra idea se non la sappiamo comunicare e se non troviamo i clienti giusti!

Se questi sono i falsi miti della creatività aziendale quali si rivelano veri componenti? Secondo Teresa Amabile, direttore di ricerca in Business Administration presso l’Università di Harvard, la creatività è guidata da quattro componenti separati:

  • esperienza nel settore
  • una metodologia definita
  • impegno
  • accettazione condivisa di nuove idee

State perseguendo l’innovazione nella vostra azienda o start up? State investendo un po’ di tempo per capire e alimentare le componenti creative interne al vostro ambiente? Buon lavoro!

Sullo stesso argomento:
Creatività e autodisciplina, arrivare al risultato senza cedere
Ispirare i collaboratori alla creatività nelle start up, motivazione al cambiamento

Share


Giornalista, esperto in comunicazione, formatore HR - fondatore ed editore di yourenterprise.net

Condividi questo articolo

Articoli Correlati

Leave a Reply

© 2017 Mario Massarotti – Blog. All rights reserved. Site Admin · Entries RSS · Comments RSS
Powered by WordPress · Designed by Theme Junkie