Creatività: intelligenza, talento, tenacia e preparazione

Quali sono le caratteristiche della persona creativa ovvero gli elementi sia caratteriali che ambientali in grado di favorire la sua capacità di produrre idee? La loro comprensione ci permetterà di avvantaggiarci per perfezionaci e raccogliere un differenziale competitivo sui meno creativi, quindi sulla concorrenza, soprattutto nell’ambito del business che intendiamo sviluppare.

E’ il caso quindi di analizzare i lati della nostra personalità a cui è legato il potenziale di spinta nella direzione creativa e farne la nostra bussola, soprattutto laddove siamo carenti.

INTELLIGENZA
La creatività dipende dall’intelligenza? La risposta è che occorre comprendere il “tipo” di intelligenza a cui si fa riferimento. In generale, il significato di questo termine  si ricollega al grado di “intendere”, “assimilare” o “interpretare”. 

Una delle definizioni più estese è quella di una dichiarazione sottoscritta nel 1994 da ben cinquantadue ricercatori: “L’intelligenza è una generale funzione mentale che, tra l’altro, comporta la capacità di ragionare, pianificare, risolvere problemi, pensare in maniera astratta, comprendere idee complesse, apprendere rapidamente e apprendere dall’esperienza. Non riguarda solo l’apprendimento dai libri, un’abilità accademica limitata, o l’astuzia nei test. Piuttosto, riflette una capacità più ampia e profonda di capire ciò che ci circonda – “afferrare” le cose, attribuirgli un significato, o “scoprire” il da farsi. »

Inoltre l’intelligenza di ciascuno di noi va stimata in base al campo di applicazione quindi è un fattore molto relativo.

Sono state individuate nove macro aree relativamente agli ambiti dove la persona può conseguire risultati più o meno importanti rispetto ad altre: linguistica, logico-matematica, spaziale, corporeo-cinestesica, musicale, sociale, intrapersonale,  naturalistica ed esistenziale.

Inoltre l’intelligenza che si traduce in successo nella vita sembrerebbe comprendere delle abilità distinte: pensiero analitico (capacità di valutare, analizzare, confrontare e confutare informazioni), pensiero creativo (capacità di inventare e scoprire) e pensiero pratico (capacità di capire le situazioni, di darsi obiettivi e raggiungerli, di essere consapevoli e curiosi del mondo, e infine di scegliersi i contesti che meglio permettono di esprimere le proprie personali capacità analitiche e/o creative).

C’è un dato di fatto che scollega l’essere analitici con l’essere creativi: chi pensa troppo, ben difficilmente potrebbe beneficiare di una mente intuitiva o fantasiosa. Questo perché, a quanto sembra, chi pensa di meno è più spontaneo e naturale. All’inverso, chi è estremamente creativo, di consueto potrebbe riflettere meno e non possedere un orientamento logico-razionale.

In casi di questo genere occorre unire le forze e associare necessariamente menti creative con menti più matematiche, l’innovativo con il procedurale, l’ideatore con il valutativo.

 

TALENTO
E’ l’abilità dell’individuo a svolgere un compito con naturalezza, con meno dispendio di tempo e di energia ottenendo risultati superiori alla media. Esiste il talento musicale, quello organizzativo quello artistico o logico matematico. Sembra che questa qualità come anche l’intelligenza per un uno specifico settore, abbia una componente ereditaria molto rilevante, sicché un bravo organista ha sicuramente avuto almeno un ascendente musicista e così via.

In ogni caso, chi non ha un esempio genitoriale o parentale può trovare senz’altro un riferimento forte in un buon maestro con cui è opportuno confrontarsi nell’ambito sociale dove si vivono esperienze e ci si educa. Occorre però badare al giudizio sociale che designa il talentuoso colui che svolge un compito facilmente anziché per bene. In pratica vale la pena difendere il proprio talento nel tempo innanzitutto annullando lo stress e le frustrazioni che ne renderebbero il risultato poco qualitativo. Infatti vedremo fra poco come la competenza e il perfezionismo siano altre doti importanti del buon creativo.

 

TENACIA
Se avete un’idea splendida, ritenetela inutile sin quando avrete verificato a fondo che sia realizzabile in concreto, e così via per le altre che seguiranno. La persona tenace è chi accetta con coraggio di dover annullare una intuizione dopo aver constatato che è scorretta o impraticabile e individua opportunità sempre nuove per gestire un problema.

Il processo creativo generalmente prevede di raccogliere consapevolmente elementi sulla base dell’analisi del problema e delle potenziali soluzioni ma l’esito della ricerca creativa è per lo più frutto di spunti che provengono dall’inconscio e pertanto ha una durata talvolta imprevedibile. Le idee migliori solo in parte sono frutto di elaborazione, per lo più “entrano senza chiedere il permesso!” Chi gestisce gruppi di lavoro in contesti creativi è colui che verifica la conclusione del lavoro dei collaboratori ed è soggetto a continue frustrazioni a causa dell’inefficacia delle soluzioni intraprese. Il vero tenace, dunque, è colui che sa gestire l‘ossessione di creare e di trovare opzioni diversificate senza che ciò lo travolga emotivamente.

 

ISTRUZIONE
Rassicuriamoci, studi anche piuttosto approfonditi dimostrano che preparazione e competenze, anche molto elevate, non sempre sono collegati a voti alti a scuola o all’università. Se gli istituti di educazione sono sinonimo di disciplina e di regole, è scientificamente certo che i principali innovatori e rivoluzionari della storia erano guidati da idee assolutamente anticonformistiche e originali. Altre ricerche confermano che uomini e donne particolarmente creativi in un ambito specifico sono caratterizzati da un temperamento di sfida della tradizione e da un “Io” particolarmente forte.

 

COMPETENZE
Il risultato della creazione deve essere esatto, realistico ed efficace. Chi si cimenta a progettare un’opera, un oggetto o un servizio si differenzia dagli altri per l’approfondita conoscenza della sua materia, il rispetto per la propria disciplina che gli permettono di ottenere un risultato assolutamente valido sul piano della forma e della sostanza, nel rispetto dei parametri di funzionalità e degli obiettivi che deve raggiungere.

Senza una profonda familiarità con il proprio settore e delle regole che lo governano è difficile progettare il nuovo. La stessa imitazione è un processo complesso: bisogna conoscere a fondo il prodotto da copiare ma anche chi lo ha generato e perché, oltre che altri esempi analoghi esistenti.

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