15 tratti e comportamenti per diventare grandi leader

Il capo esemplare ha una missione non un semplice ruolo

Il capo esemplare ha una missione non un semplice ruolo

La leadership riguarda le comunicazioni magnetiche. I leader hanno un modo di comunicare che attrae le persone verso la visione e l’orizzonte.
(Doug Firebaugh)

Tradizionalmente siamo abituati a vedere il capo come colui che impartisce ordini e istruzioni con stile secco e severo, pronto a bacchettare chi sbaglia. Di consueto, un personaggio di questo genere appartiene a quelle organizzazioni non adeguate sotto il profilo della produttività. Il perseguimento di quest’ultimo fine è dovuto soprattutto al clima interno e alla capacità del dirigente di spingere tutti i collaboratori verso la responsabilizzazione e la crescita.

Il vero leader è una persona diversa. Sa che il suo è un ruolo molto importante per il destino dell’ente o dell’azienda per la quale opera. E’ consapevole che altri sono nella condizione di avere il suo stesso sguardo d’insieme e che ognuno ha un potenziale inesplorato e che rappresenta una risorsa intangibile da valorizzare continuamente.

I grandi personaggi che guidano efficacemente le organizzazioni hanno determinazione e visione ma preservano umiltà, curiosità ed educazione. Sono animati da ambizione ma non sono concentrati sul proprio tornaconto, piuttosto su quello dell’intera azienda. Una massima convincente sull’identità di questo personaggio è: “Il vero leader lavora perché altri abbiano successo”.

Il concetto di cui si serve per nutrire la sua motivazione ad agire in meglio è: “ciò che va bene non ancora è ottimale” e non permette peraltro che altri adottino una convinzione opposta.

Possiamo sintetizzare 15 buone leggi che definiscono l’identità del grande leader e che auspichiamo siano dei riferimenti utili per la tua stessa affermazione nel campo che preferisci.

1. IMPARA CONTINUAMENTE
Sei sicuro di conoscere a sufficienza il campo di cui ti stai occupando e gli strumenti di crescita personale per essere un individuo realmente all’altezza della situazione?

Sappi che molti di coloro che sono diventati famosi in tutto il mondo si sono distinti anche per preparazione e consapevolezza della propria missione.Se non trovi la motivazione all’apprendimento continuo, puoi sempre scegliere di farlo diventando l'”intermediario” della conoscenza verso gli altri.

Quindi impara per insegnare:

  • scegli libri e materiale in modo autonomo;
  • partecipa a seminari e corsi di formazione;
  • scambia opinioni con amici e colleghi;
  • viaggia ed esplora;

impara per formare e diventare un riferimento di risorse per altri.

2. ASCOLTO ATTIVO
Ti è mai capitato di stringere la mano ad una persona nuova e subito dopo di non ricordare il suo nome? Questo indica che ascolti poco. E’ un problema che riguarda un po’ tutti e va gestito.

Dobbiamo tendere la nostra attenzione un po’ più verso gli altri e meno all’ego che è in noi. Quando abbiamo appreso il vero “ascolto”, ci accorgiamo che ci appropriamo di segnali molto interessanti per sviluppare relazioni, renderle produttive e stimolanti nell’ottica collaborativa e di condivisione.

Quindi:

  • cogli i segnali dello stato emotivo di chi ti comunica un messaggio;
  • non avere fretta di rispondere, non concentrarti solo su te stesso e sulle tue esigenze;
  • elabora le istanze degli altri nell’ottica del problem solving. Ragiona in funzione del “voi” e non dell'”io”;
  • le soluzioni e la volontà costruttiva sono processi che richiedono del tempo per cui crea occasioni di incontro al di fuori dell’ambiente lavorativo in modo da poter discutere in tutta serenità e concentrazione sugli aspetti che stanno a cuore a tutti.

Ognuno si sentirà a proprio agio ed esternerà meglio le proprie emozioni, che in definitiva sono quelle che fanno muovere le azioni.

3. CONQUISTA LA CAPACITA’ DI VEDERE LE COSE DALLA PROSPETTIVA DI ALTRE PERSONE
Per comprendere meglio il concetto, possiamo trarre ad esempio il semplice caso di un istruttore di ballo che vuole stringere accordi con una palestra, per organizzare un corso di ballo avendo a disposizione uno spazio attrezzato.

Egli è abituato a ragionare in base alle ore necessarie per insegnare e ad un compenso che sia equo rispetto al numero di iscritti che riesce ad attrarre. A questa visione però vanno aggiunti altri fattori di ordine strategico che spingono l’istruttore a guardare la realtà anche con gli occhi dei proprietari della palestra, da una parte, e dei clienti dall’altra.

A questo punto:
a) il corso andrà adattato al calendario programmato della struttura che offre altri differenti corsi (aerobica, arti marziali etc.);
b) i proprietari hanno a cuore la riuscita dell’operazione in termini imprenditoriali sicché non vi siano sforzi inutili e perdite da parte di nessuno. A questo punto occorre concordare il prezzo e il tipo di prestazione che si offre in cambio;
c) bisogna programmare quali e quanti iscritti minimi riuscire a portare dall’esterno, oltre a coloro che risultano già clienti della palestra medesima;
d) nell’ottica della soddisfazione del cliente, il corso è di livello base o anche avanzato? Si può pensare che ogni sessione di due ore sia composta della prima ora base e la seconda avanzata?
e) quale promozione sviluppare? Quali sono i vantaggi per i clienti già acquisiti o per quelli che si iscrivono entro una certa scadenza?

Sono alcuni dei punti su cui vale la pena riflettere per comprendere il concetto della “prospettiva degli altri”.

4. CONOSCE IL QUADRO GENERALE DELL’AZIENDA
Con la comprensione degli obiettivi generali dell’azienda, il leader sa qual è il tempo da assegnare alle attività che interessano all’organizzazione. Ha ben chiaro nella propria mente quali sono gli obiettivi più importanti per cui organizza il lavoro eliminando i compiti che non possono essere svolti da tutti e delega quelli che possono essere fatti da altri.

Questo aspetto rientra nella costruzione di una leadership intelligente e che evita di accentrare i poteri a scapito della produttività

Possiamo dire allora che:

  • il leader è consapevole dei propri limiti, assegna compiti a fidati delegati stando attento a formarli e a seguirli. In questo modo è libero di occuparsi di altro;
  • mantiene il focus sull’obiettivo e non lo perde di vista malgrado le difficoltà che immancabilmente possono deviare la direzione quotidiana;
  • percepisce se vi sono conflitti interni ed interviene per risolverli nel modo più sereno possibile senza sottrarre nulla a nessuno.

5. IL LEADER IMPARA DALLA SUA ESPERIENZA
Egli punta all’innovazione (di processo o di prodotto), organizza il tempo per imparare, confrontarsi, acquisire tecniche di gestione aziendale e ragiona anche con la prospettiva di oltrepassare i confini nazionali.

Trae spunto da modelli e case history di successo. Inoltre non si cruccia di fronte all’errore, sa che ogni sbaglio è l’occasione per cambiare e correggere in meglio. Non ci sono occasioni più costruttive di queste per farlo.

6. ESPANDE IL PROPRIO MONDO
Il leader veramente rivoluzionario è colui che espande il suo status quo. Non si accontenta di ciò che ha ma abbatte i freni interiori e i timori di apparire folle attraverso la fame di successo.

Cerca continuamente modi nuovi per condurre gli affari con l’entusiasmo della prima volta. Se “pensi in piccolo e sicuro”, come si usa dire in America, non crei il differenziale che ti serve.

7. ABITUDINE A PENSARE IN MODO PULITO E CONCENTRATO
Il peggior nemico dell’efficienza personale è la confusione mentale e lo stress. Bisognerebbe essere concentrati sempre su una questione alla volta, su un problema alla volta.

Il multitasking non sempre paga. E’ statisticamente provato che un individuo impegnato su più livelli non ha attenzione sufficiente per evitare gli immancabili errori. Il risultato è che essi si moltiplicano per tutti i livelli generando perdita di tempo e di energie.

  • il leader possiede concentrazione per lunghi periodi di tempo e quindi può pensare con chiarezza;
  • dirigenti efficaci si concentrano sul contributo che possono dare in termini di risultato. Operano in funzione dell’obiettivo e non del lavoro che devono sbrigare.

Uno dei concetti chiave del successo imprenditoriale è proprio la capacità di puntare sempre all’obiettivo finale;

  • il leader prefissa di volta in volta nuove mete anche se dovesse combattere controcorrente;
  • rispetto agli obiettivi finali, è perfettamente consapevole delle risorse di cui dispone e dei fattori SMART, legati all’obiettivo che vuol perseguire: Specifico, Misurabile, Attendibile, Realistico, Temporalmente realizzabile;
  • ripercorre a ritroso ciò che è stato fatto per fondare le basi dell’azione futura.

Leggi anche: Il leader “motivazionale”, istruire il personale e renderlo produttivo

8. GUARDARE I PROBLEMI COME EVENTI TEMPORANEI E DEL TUTTO SUPERABILI
Un vero leader presenta questa caratteristica distintiva: crede che la sconfitta è una temporanea battuta d’arresto. Invece di trasformarla in un disastro, guarda agli ostacoli come sfide da superare e l’occasione per impegnarsi di più.

La visione negativa degli effetti di un problema è una rappresentazione mentale che per sua natura non è univoca ma soggetta a revisioni e modifiche positive.

Con diligenza e buon senso si può per esempio:

  • allontanare le ansie e la tensione psicologica che impediscono di riflettere sul da farsi;
  • avere sempre fiducia che non esiste un problema senza soluzione;
  • concentrarsi sempre sulla soluzione e mai sui “perché” del problema;
  • confidarsi, saper chiedere aiuto, e in definitiva credere in se stessi.

9. AFFRONTARE EFFICACEMENTE IL GIUDIZIO DEGLI ALTRI
I leader non permette che l’approvazione o il disaccordo degli altri lo influenzino indebitamente. Quando incontrano un rifiuto restano con lo stesso stato d’animo positivo e produttivo di sempre perché recepiscono semplicemente l’opinione di un’altra persona che può non conoscere esattamente ciò di cui egli sta parlando.

10. PRIORITA’ DEL MIGLIORAMENTO CONTINUO DEI SUBORDINATI
I leader aggiornano continuamente la loro squadra, utilizzando ogni incontro come un’opportunità per valutare, allenare e costruire la fiducia dei collaboratori in loro stessi. Per il manager efficace, ogni giorno è dedicato alla crescita delle persone.

11. AVERE UNA VISIONE E DIFENDERLA A TUTTI I COSTI
Il leader possiede una chiara idea di ciò che vuole fare professionalmente e personalmente. Inoltre persiste di fronte a battute d’arresto oppure a fallimenti.

12. POSSEDERE LA FIDUCIA IN SE STESSI
La fiducia in se stessi e la convinzione nelle proprie idee dovrebbero essere caratteristiche dilaganti nelle moderne organizzazioni. Esse formano un manager coraggioso e decisivo e ciò è fondamentale per agire rapidamente, come spesso è richiesto.

13. I LEADER HANNO LA STRAORDINARIA CAPACITA’ DI STIMOLARE GLI ALTRI
Il dirigente produttivo non bada a spese per motivare gli altri e lo fa trasmettendo energia positiva, assumendo un ruolo di valore per gli altri. Sotto questo riguardo è molto importante l’atteggiamento e il linguaggio

Un capo di gran levatura per esempio:

  • non conosce termini negativi che possono in qualche modo generare dubbi o perplessità negli altri, soprattutto nell’ambito della loro operatività;
  • è educato e cordiale pur conservando autorevolezza. Quindi non confonde quest’ultima con la confidenza e l’amicizia, che sono ben altro;
  • sa esattamente che nell’ambito lavorativo ognuno deve conservare il proprio ruolo e rispettare quello altrui, conoscendo esattamente i confini entro i quali agire.

14. DOTARSI DI UNA FORTE RESILIENZA
Ogni leader compie errori, può inciampare e anche cadere. La questione è se può riorganizzarsi e andare avanti di nuovo con rinnovata velocità, convinzione e fiducia. Se corre di più nella gara successiva, allora ha capito come ci si comporta.

15. NUTRIRE PASSIONE PER IL PROPRIO LAVORO IN GENERALE
I veri leader sanno che non vale la pena raggiungere l’obiettivo della destinazione se non godono a pieno il viaggio. Essi amano ciò che fanno.

Una delle migliori componenti personali del leader è che sfida se stesso e rende ogni giorno interessante e migliore, perché questo significa accrescere con rinnovato spirito e passione la propria carriera.

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Giornalista, esperto in comunicazione, formatore HR - fondatore ed editore di yourenterprise.net

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