13 regole per investire bene in una piccola impresa

Investire nella piccola impresa, small business

Investire nella piccola impresa, le 13 regole fondamentali

Per investire bene in una piccola impresa, al manager è richiesta una competenza generale sugli aspetti di gestione in modo tale da affiancare la dirigenza e canalizzare verso la competitività gli sforzi finanziari necessari. Vediamo in 13 punti quali sono le mosse su cui riflettere per non commettere errori ed ingenuità tipici di una gestione superficiale e non lungimirante, con focus sempre puntato al consolidamento e all’espansione dell’Azienda sui mercati.

1. Curare in modo particolare il brand, la qualità del bene o servizio e la reputazione, anche via web. Su tali aspetti preliminari poggerà una valida strategia commerciale, un buon marketing e un possibile progetto di internazionalizzazione.

2. Verificare bene il tipo e la qualità degli investimenti. Se questi ultimi risultano troppo concentrati sul prodotto e quest’ultimo non è più adeguato, il rischio che si corre è di avere mezzi insufficienti per penetrare il mercato. Semmai creare un prodotto con margini migliori, automatizzando la produzione e sopportando costi minori per la materia prima.

3. Non siate dispersivi nella valutazione delle capacità di produzione. Oggi trovare un partner produttore, anche a condizioni migliori, non richiede grossi sforzi.

4. Non preoccupatevi di nulla, tranne che di vendere!

5. Considerare la forza delle “nicchie” di mercato dipendentemente da area geografica, cultura e situazione economica. Se crolla l’industria automobilistica, cresce quella delle auto elettriche; se non va il settore degli abiti da seta, aumenta la produzione italiana di cachemire e così via. Va sottolineato che una nicchia, una volta che si affaccia al mondo, offre numeri da nicchie “mondiali”.

6. Attenzione ad investire troppo su prodotti che seguono il trend del mercato. Questi ultimi sono più soggetti di altri ad un rinnovamento continuo e ciò potrebbe assorbire risorse a scapito dello sviluppo commerciale.

7. Il fondatore dell’Azienda dovrebbe avere l’ultima parola sullo sviluppo del prodotto, non fosse altro perché è una sua creazione. I collaboratori non dovrebbero influire molto in questo processo ma preoccuparsi maggiormente della gestione aziendale per ciò che riguarda marketing, vendite, produttività, crescitasviluppo di mercati sempre nuovi.

8. Non fossilizzarsi con l’utilizzo degli stessi fornitori di sempre. Spesso si ritiene che sia giusto così perché “è sempre stato fatto così”. Dal momento che oggi l’offerta di opzioni alternative è straordinaria, vale la pena guardarsi intorno per giovarsi di condizioni economiche vantaggiose.

9. Sondare il campo delle opinioni e dei giudizi dei clienti riguardo al vostro prodotto. Essi includono dei riferimenti indispensabili per ripensare il prodotto e semmai perfezionarlo. Inoltre è opportuno verificare il grado di fidelizzazione degli stessi clienti nel tempo e come costoro si comportano a riguardo.

10. Concentrare l’attenzione sulla riduzione dei costi aziendali legati all’organizzazione e sul potenziale che l’impiego dell’IT riserva in tal senso. Un buon consulente tecnologico o del campo ICT può indirizzarvi al meglio per capire quale area ottimizzare per ridurre i tempi morti, azzerare costi inutili e controllare al meglio la produttività del personale per correggere periodicamente il tiro.

11. L’immagine che date al prodotto potrebbe dire tutto e vincere sulla concorrenza. Curare il brand, come si è detto, ma anche il modo in cui si presenta, dal design al packaging. Escogitare strategie e sistemi sempre nuovi per renderlo unico e inimitabile!

12. Garantirsi un flusso ricorrente delle entrate dai clienti. La regolarità con cui sarete in grado di servire un mercato interessato al vostro prodotto vi servirà per generare nuovi clienti. Secondo Forbes il costo di acquisizione di un nuovo cliente è tipicamente di circa sei volte il costo di mantenimento di un cliente esistente. Un prodotto all’avanguardia e competitivo non soddisfa tanto le necessità del consumatore ma il mercato di riferimento.

Una confezione di shampoo potrebbe vincere premi per il design accattivante e magari eroga la quantità di liquido necessario per la media delle donne. Eppure, la persona media di solito utilizza più shampoo rispetto al necessario e questo parametro deve essere un riferimento utile per pensare ad un prodotto vendibile e soprattutto massimamente richiedibile dalla massa.

13. Valutare l’opportunità di strutturare un sito di e-commerce in grado di aumentare il fatturato. Affinché ciò si verifichi a vostro vantaggio, occorre organizzare al meglio la vetrina on line, il magazzino, la logistica e dedicare una risorsa per la gestione degli ordini lato cliente e per la promozione dell’attività via social.

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Giornalista, esperto in comunicazione, formatore HR - fondatore ed editore di yourenterprise.net

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